Un po' mi dispiace perchè questo piatto è tanto goloso e metterlo in relazione al maialone nazionale è un peccato. Eppure la situazione politica italiana è arrivata davvero ad essere una pantomima vergognosa che il silenzio non è più giustificato.
Mi piace tanto il modo che ha trovato il mondo dei foodblogger per parlare di certi temi, perchè credo che sia fondamentale schierarsi e dire da che parte si sta, ma anche che in ogni ambito c'è un modo giusto per farlo. Così aderisco davvero volentieri all'iniziativa a cui mi ha invitata Kemi:
Cliccando sul maiale arrivate direttamente al post sul blog Kemiconti in cui viene spiegata l'iniziativa a cui fortunatamente stanno aderendo in tanti.
E per approfondire ulteriormente la questione vi rimando anche alla raccolta di firme lanciata da Concita De Gregorio sul Giornale (che oltretutto lei, diciamolo, è proprio una gran donna!)
Ora passiamo al maiale buono e a una ricetta semplicissima (l'ispirazione ammetto viene dal sito del Philadelphia)
per 2 persone:
450 gr filetto di maiale
1/2 cipolla bianca
un cucchiaio scarso di pepe mix in grani
1/2 bicchiere di vino bianco
100 gr formaggio spalmabile tipo Philadelphia
un cucchiaino abbondante di senape media
In una casseruola mettere olio, il pepe in grani e la cipolla tagliata grossolanamente a rosolare. Quando la cipolla inizia a sfrigolare adagiare il filetto di maiale e farlo colorire da tutti i lati sensa bucarlo con la forchetta. Sfumare con il vino bianco e appena evapora aggiungere acqua (o brodo leggero) fino a coprire per più della metà il filetto. Coprire e cuocere finchè l'acqua non evapora quasi tutti, si sarà creato un sughetto sul fondo. Togliere la carna dalla pentola e versarci il formaggio e la senape e stemperarli nel fondo di cottura, in caso sia troppo denso il risultato aggiungere un cucchiaio o due d'acqua. Tagliare la carne a fette un po' spesse e servirlo accompagnato dalla salsa e da riso selvaggio semplicemente cotto in acqua salata.
Mi piace tanto il modo che ha trovato il mondo dei foodblogger per parlare di certi temi, perchè credo che sia fondamentale schierarsi e dire da che parte si sta, ma anche che in ogni ambito c'è un modo giusto per farlo. Così aderisco davvero volentieri all'iniziativa a cui mi ha invitata Kemi:
Cliccando sul maiale arrivate direttamente al post sul blog Kemiconti in cui viene spiegata l'iniziativa a cui fortunatamente stanno aderendo in tanti.
E per approfondire ulteriormente la questione vi rimando anche alla raccolta di firme lanciata da Concita De Gregorio sul Giornale (che oltretutto lei, diciamolo, è proprio una gran donna!)
Ora passiamo al maiale buono e a una ricetta semplicissima (l'ispirazione ammetto viene dal sito del Philadelphia)
per 2 persone:
450 gr filetto di maiale
1/2 cipolla bianca
un cucchiaio scarso di pepe mix in grani
1/2 bicchiere di vino bianco
100 gr formaggio spalmabile tipo Philadelphia
un cucchiaino abbondante di senape media
In una casseruola mettere olio, il pepe in grani e la cipolla tagliata grossolanamente a rosolare. Quando la cipolla inizia a sfrigolare adagiare il filetto di maiale e farlo colorire da tutti i lati sensa bucarlo con la forchetta. Sfumare con il vino bianco e appena evapora aggiungere acqua (o brodo leggero) fino a coprire per più della metà il filetto. Coprire e cuocere finchè l'acqua non evapora quasi tutti, si sarà creato un sughetto sul fondo. Togliere la carna dalla pentola e versarci il formaggio e la senape e stemperarli nel fondo di cottura, in caso sia troppo denso il risultato aggiungere un cucchiaio o due d'acqua. Tagliare la carne a fette un po' spesse e servirlo accompagnato dalla salsa e da riso selvaggio semplicemente cotto in acqua salata.
2 commenti:
Ciao Sibilla!
Grazie per aver contribuito con la tua ricetta!
Concita è proprio forte ed il giornale di cui è Direttore, l'Unità, dà sempre molto spazio alla voce delle Donne!
Un saluto
Kemi
La combinazione del fegato di maiale al condimento agrodolce della mostarda e il sapore deciso del pepe nero si sposa perfettamente con la consistenza rustica del riso selvatico.
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