19 febbraio 2011

salmone al pompelmo e miele


Per farvi capire la situazione vi racconto di ieri sera: era da tanto che non "facevamo serata" cioè non si usciva per andare in un locale in cui si "balla"... uhmm discorso lungo quello dei luoghi adibiti a serata, vabbè... insomma era un po' di tempo che non si faceva a favore di serate più tranquille.
Ebbene, nonostante mi sia scolata una redbull prima di uscire, alle 4 di notte io e la mia dolce metà siamo crollati a dormire sul divanetto del locale. Ecco, questo è il tipo di stanchezza di cui parlo: stare dietro alla consolle che manda musica a volumi assurdi e domire di gusto.

La cosa bella è che i giorni in cui non lavoro, come questo weekend, sono proprio giorni di vacanza in cui voglio fare solo ciò che mi rende felice. Me li godo di più.
Così altra ricetta speedy, ormai solo così cucino, che poi vado a sperperare denaro a Chinatown!

a persona
1 filetto di salmone
scorza di pompelmo
un cucchiaino di miele
cimette di cavoli vari

Nel cestino per cuocere a vapore mettere un pezzetto di carta da forno, in modo che i liquidi non si dispersano, adagiarvi sopra il salmone senza pelle e le cimette. Salare e pepare. Aggiungere le scorzette di pompelmo e cuocere a vapore per una quindicina di minuti, dipende un pò dalla grandezza del salmone che deve cuocere dentro. Infine spennellare col miele il salmone e gustare.

12 febbraio 2011

passata di verdure gustosa

Scusate la latitanza, sono giorni difficili in cui le forze sono poche. Continuo a cercar rifugio in cibi facili e nella maionese, che consola sempre un po'.
Per il resto è come se questo lavoro mi abbia tolta dalla mia vita, sono tre mesi di pausa da me stessa, interpreto un ruolo che non mi piace, ma a scadenza. E per non cadere nella tentazione di pensare troppo ho ritrovato il gusto della lettura e sul tram apro il mio libro e mi sollevo da terra.

A casa ripiego su cose semplici, per esempio prendo 150 gr di piselli in barattolo, 1 carota, 2 patate e un gambo di sedano, li bollisco in 400 ml di brodo. Frullo il tutto, aggiusto di sale e pepe e manteco con un bel cucchiaio di gorgonzola. Così, con un pezzetto di pane abbrustolito, mi coccolo.

30 gennaio 2011

filetto di maiale alla senape e pepe mix con riso selvaggio


Un po' mi dispiace perchè questo piatto è tanto goloso e metterlo in relazione al maialone nazionale è un peccato. Eppure la situazione politica italiana è arrivata davvero ad essere una pantomima vergognosa che il silenzio non è più giustificato.
Mi piace tanto il modo che ha trovato il mondo dei foodblogger per parlare di certi temi, perchè credo che sia fondamentale schierarsi e dire da che parte si sta, ma anche che in ogni ambito c'è un modo giusto per farlo. Così aderisco davvero volentieri all'iniziativa a cui mi ha invitata Kemi:

Cliccando sul maiale arrivate direttamente al post sul blog Kemiconti in cui viene spiegata l'iniziativa a cui fortunatamente stanno aderendo in tanti.
E per approfondire ulteriormente la questione vi rimando anche alla raccolta di firme lanciata da Concita De Gregorio sul Giornale (che oltretutto lei, diciamolo, è proprio una gran donna!)

Ora passiamo al maiale buono e a una ricetta semplicissima (l'ispirazione ammetto viene dal sito del Philadelphia)

per 2 persone:
450 gr filetto di maiale
1/2 cipolla bianca
un cucchiaio scarso di pepe mix in grani
1/2 bicchiere di vino bianco
100 gr formaggio spalmabile tipo Philadelphia
un cucchiaino abbondante di senape media

In una casseruola mettere olio, il pepe in grani e la cipolla tagliata grossolanamente a rosolare. Quando la cipolla inizia a sfrigolare adagiare il filetto di maiale e farlo colorire da tutti i lati sensa bucarlo con la forchetta. Sfumare con il vino bianco e appena evapora aggiungere acqua (o brodo leggero) fino a coprire per più della metà il filetto. Coprire e cuocere finchè l'acqua non evapora quasi tutti, si sarà creato un sughetto sul fondo. Togliere la carna dalla pentola e versarci il formaggio e la senape e stemperarli nel fondo di cottura, in caso sia troppo denso il risultato aggiungere un cucchiaio o due d'acqua. Tagliare la carne a fette un po' spesse e servirlo accompagnato dalla salsa e da riso selvaggio semplicemente cotto in acqua salata.

24 gennaio 2011

mazzancolle marinate semplici semplici

Questo periodo è davvero difficile, col nuovo lavoro non ho un secondo libero e arrivo a casa la sera che se lancio sulla piastra un petto di pollo è già tanto. Potrei consolarmi pensando che ne approfitto per una dieta forzata, ma l'unica cosa buona del lavoro è che abbiamo una cucina piena di schifezze da mangiare, così dallo stress mangiucchio e vanifico il petto di pollo serale...
Inoltre mi hanno spedita a Firenze a lavorare a Pitti Bimbo per cui sono stata lontana ancor di più dai fornelli...
Per non parlare di Identità Golose e di tutti gli appuntamente menighini a cui non potrò partecipare lavorando pure di domenica...sigh
Insomma, ora sono in attesa della consegna della spesa a domicilio, non ricordo manco più cosa ho comprato, spero in ingredienti che mi diano ispirazione e di ricordarmi di salare le torte salate o di controllare la scadenza della panna prima di riempire le quaglie così magari una ricettina da postare ogni tanto mi salta fuori.

Queste mazzancolle sono un piatto semplice, veloce e gustosissimo. Aggiungendo un po' di riso la cena è fatta.

per 4 persone:
400 gr mazzancolle intere
100 ml olio
100 ml succo di limone
prezzemolo
peperoncino
sale rosa
pepe bianco
2 cespi di indivia belga

In una ciotola grande versare tutti gli ingredienti a parte l'indivia e lasciare a marinare in frigo almeno mezz'ora. Scaldare la piastra (quella da bistecche per intenderci) o una padella antiaderente e nel frattempo prendere le mazzancolle e infilarle in uno spiedino alternando il verso della testa. Cuocere gli spiedini sulla piastra, basteranno 3-4 minuti per lato.
Filtrare la marinata, disporre sul piatto l'insalata belga, condirla con la citronette ricavata dalla marinatura e poggiarci sopra gli spiedini.

15 gennaio 2011

gnocchi di barbabietola con cuore di stracchino bergamasco


Le novità sono che ho avuto anch'io la febbra che imperversa in questo periodo, erano anni che non arrivavo a 38° di temperatura corporea, e non è che ci tenessi molto a riprovare quell'emozione perduta... Ora sto bene, ancora deboluccia e sotto Fluimucil, ma sono rientrata in carreggiata e ho iniziato a lavorare! Ebbene si, dopo soli quattro mesi di ricerca ho trovato un lavoro per ben tre mesi... mi sto trattenendo, non voglio fare la lagna, ma lo vedete anche voi che i conti non tornano? Se ogni quattro mesi di ricerca ne ho tre di lavoro... basta basta parliamo di cose allegre!

Prima di Natale il duo di Labna, Manuel e Jasmine, avevano lanciato un contest molto bello, ma vuoi per il periodo un pò così, vuoi che la ricetta che avevo deciso di condividere con loro è fallita e poi sono partita e non ho più cucinato se non wurstel viennesi.... ecco per varie coincidenze il contest era passato senza poter partecipare. Fortunatamente il loro ingrediente segreto è il cuore e hanno prolungato il tutto, così ho preparato una ricetta con il cuore di disarmante bontà (modestia) per partecipare al contest Metter radici

per 4 persone (o per 2 come piatto unico per pance grandi)
400 gr patate
200 gr barbabietola rossa precotta
250 gr farina + quella per il piano di lavoro
150 gr stracchino bergamasco
sale
noce moscata

Lessare in acqua non salata le patate. Mentre raffreddano frullate la barbabietola con un frullatore ad immersione. Schiacciate le patate (io le ho frullate con le barbabietole) e amalgamate bene patate e barbabietole. Aggiustate di pepe e noce moscata e iniziate ad aggiungere la farina mescolando con un cucchiaio. Procedete con un po' di farina alla volta finchè non risulterà un composto manovrabile, ma comunque morbido.
Tagliate lo stracchino bergamasco in quadratini da un centimetro di lato (parentesi sullo stracchino: quello bergamasco non è il classico NonnoNanni che tutti conosciamo, è una via di mezzo perchè la pasta è abbastanza morbida, ma stagiona col tempo, quindi è molto comodo da conservare anche a lungo. Per chi non può averlo si può sostituire con del taleggio, di pasta simile ma più forte di sapore, oppure con altri formaggi a pasta morbida che si sciolgono. Fine parentesi)
Sulla spianatoia prendere una noce abbondante di impasto alla volta, infarinarla leggermente per poterla maneggiare, stenderla tipo pizzetta sul palmo della mano e poggiarvi al centro un quadratino di formaggio. Richiudere lo gnocco, infarinarlo e formarlo bene a pallina facendolo scorrere tra i due palmi in modo che sia omogeneo. Io ne ho fatti venti in tutto.
Portare a ebollizione una pentola d'acqua, salarla e gettare gli gnocchi con delicatezza. Lasciarli cuocere 5-6 minuti, credo per la pesantezza ma non verranno a galla come i comuni gnocchi.
Condirli a piacere, ma assicuro che basta del burro per assaporarli al meglio.

6 gennaio 2011

crostata di ricotta e cioccolata


BUON ANNO!
Si lo so, arrivo tardi, ma è così bello prendersela comoda: non pensare che inizia un anno nuovo e pieno di preoccupazioni già in partenza, non pensare che ho il blog da un anno e sei giorni e dovrei fare dei bilanci, non pensare alla dieta... Sapete che vi dico? L'augurio vero che sento di fare a tutti e che l'anno nuovo porti un po' di spensieratezza a tutti, ma autentica, mica si deve fare come lo struzzo, sarebbe bello no poter essere un pò più leggeri...

A proposito di blog, anche se non ho festeggiato nel giorno giusto, un dolcetto come inizio glielo dovevo. E mica ho fatto questo perchè la ricotta era in scadenza, no no...
e nemmeno perchè avevo solo avanzi di tavolette di cioccolato e poco altro, no no...
Sta di fatto che qui le torte formaggiose le apprezziamo, ecco.

La ricetta non è perfetta, ci andrebbe a mio avviso più ricotta e meno latte, quindi sarà (ahimè) da ritentare.

stampo da crostata da 24
mezza porzione della pasta frolla di Paoletta
(unico appunto: ho usato la farina con il lievito incorporato invece che aggiungercelo)

200 gr ricotta vaccina
250 ml latte
3 uova
100 gr zucchero (io ho usato metà normale metà a velo)
165 gr cioccolato

Per la pasta seguite le indicazioni di Paoletta e andrà, ovviamente, benissimo. Poi stendetela sulla carta da forno della misura della teglia lasciando da parte un quarto dell'impasto per fare il bordo. Bucherellate con i rebbi di una forchetta il fondo. Ovviamente se non usate la carta da forne premuratevi di ungere e infarinare la teglia.
Mescolate la ricotta con lo zucchero, aggiungete i tuorli d'uovo, il latte e i bianchi montati a neve. Infine mescolate pure metà del cioccolato che avrete sminuzzato grossolanamente, io ho aggiunto anche una manciata di nocciole sminuzzate.
Versata la salsa (molto liquida) sulla base stando attendi che non esca dai bordi, richiudete i bordi leggeremente su se stessi e poi con la frolla tenuta da parte fate delle striscioline con cui costruire il bordo. Versate sulla superficie il cioccolato avanzato.
A questo punto infornate a 170° per un'ora-un'ora e un quarto. Se a metà cottura di scurisce troppo coprite con un pezzo di carta da forno.

Ah si, dimenticavo BUONA EPIFANIA
da domani tutti a dieta no?! ;)

23 dicembre 2010

Auguri e regali di Natale

Ed eccoci qui, senza il tempo di respirare, ci sono ancora un sacco di cose da fare che il Natale è già arrivato. Non potevo però lasciarvi senza dei degni auguri... così ecco che vi presento in anteprima quello che troveranno i miei cari sotto l'albero, che se è vero che la povertà aguzza l'ingegno, sono anche convinta che le cose fatte con mani e cuore sono sempre le migliori.

Il vanto maggiore sono i POMODORI SECCHI SOTT'OLIO

La ricetta è semplice e l'ho mutuata un pò leggendo qua e là. Ve la dico senza misure, che dipende da quanti vasetti si voglion fare.
In una pentola mettere i pomodori secchi e coprirli con vino bianco e aceto di vino bianco in parti uguali. Portare a bollore e far bollire per 5-6 minuti.
Scolare i pomodori e stenderli su vassoi lasciandoli ad asciugare bene almeno una giornata (devono essere asciutti). A questo punto preparare i vasetti e riempirli a strati con i pomodori e il condimento: io ne ho fatti alcuni con aglio e origano, altri con semi di finocchietto e capperi dissalati. Una volta riempiti bene coprire tutto con l'olio evo. A questo punto basterà sterilizzarli con il metodo che preferite, io ho usato il microonde e tutti i tappi hanno fatto clack al primo tentativo! Vorrei potervi dire se son buoni (senza dubbio) ma bisogna lasciarli almeno 30 giorni a riposare in luogo asciutto e fresco...

Secondo regalo davvero goloso: il classico LIQUORE AL CIOCCOLATO.
La ricetta è questa qui ma in rete se ne trovano altre, tutte abbastanza simili, quindi mi sono fidata perchè si assaggerà a fine anno.

Il terzo regalo è stato una lavoraccio, ma il risultato è davvero buono. TARALLI SALATI AL FINOCCHIETTO
La ricetta è questa qui anche in questo caso se ne trovano molte in rete, ma tutte abbastanza simili.

E con questo è tutto, spero passiate tutti un bel Natale e dei giorni sereni, io il 27 parto per Vienna quindi non credo di riuscire a postare ancore...in caso ci vediamo nel 2011!


18 dicembre 2010

risotto di pere mantecato alla robiola con dragoncello

Ed ecco la seconda ricetta che partecipa al contest di Ramona.

Siamo partiti dal lessare la gallina e ci abbiamo fatto un'insalata golosa e col brodo?
Ho fatto un risotto che mi ha davvero colpita per la cremosità e il gusto originale, assolutamente da rifare. In questo modo, se come me lessate la gallina il giorno prima, potete con facilità preparare una gustosa cena di coppia =D

RISOTTO ALLE PERE
2 tazzine di riso da risotto
1/2 bicchiere di vino bianco
1 pera abate non troppo grande
1/2 cipolla bianca
50 gr robiola
dragoncello secco
olio EVO
il brodo della gallina

Tagliate sottilmente la cipolla e mettetela in pentola con due cucchiai d'olio, fate rosolare dolcemente, senza bruciare. Aggiungete il riso e tostatelo bene. Versate il vino e lasciate evaporare. A questo punto coprite il riso con il brodo, quando torna a bollire aggiungete la pera sbucciata e tagliata a pezzettini. Portate a cottura il riso aggiungendo man mano il brodo necessario. Quando il riso è morbido, togliete dal fuoco e mantecate con la robiola mescolando bene finchè non è sciolta. Spolverare con il dragoncello, ne basta davvero un velo perchè ha un gusto forte.

insalta di gallina con melograno e vinagrette calda


Oggi un sacco da scrivere e due ricette! Lo so che non aspettavate altro...eheheh
Ebbene il Natale si avvicina e avrete notato che non l'ho manco nominato in questo periodo in cui tutti sfornano solo biscotti... Arriverà anche a breve un post tutto dedicato ai regali di Natale by me, quindi non temete, non sono l'anticristo, ma sarei più felice di festeggiare il Natale che ne so, con un cocktail con l'ombrellino su una spiaggia in Australia, ecco...così per dire

Quando ero piccola ogni volta che vedevo o parlavo di neve facevo finta di vomitare, ero una bambina tanto carina =D

Ma bando alle ciance, qui si spadella e ancora un volta per un contest mica da poco! I premi di Ballarini messi in palio da Ramona di Farina, lievito e fantasia sono stupendi. Il contest promosso prevede tre categorie e io ho pensato bene di trovare il modo di prendere due piccioni con una fava, quindi le mie ricette partono assieme e poi si dividono.



SI parte dunque con un lesso di gallina. Cioè se volete farlo con tutti i crismi va benissimo, a me serviva solo la gallina e il brodo buono...

1/2 gallina
1 carota
1 cipolla
1 costa di sedano
semi di coriandolo (o se preferite il classico garofano nella cipolla)
sale grosso

In una pentola capiente portare a bollora acqua salata con detro carota, cipolla e sedano. Quando bolle bene gettarvi la mezza gallina, già pulita. Controllate bene che non abbia piumette o peletti da bruciar via con la fiamma del gas. Lasciar cuocere almeno un'ora, controllate con la punta di un coltello se la carne è cotta. Infine levare le verdure e, bhè si, mangiatele pure. Lasciar raffreddarre la gallina ed il brodo e siamo pronti per la vera ricetta!

INSALATINA DI GALLINA
per due persone
1/2 gallina lessata
misticanza
1/2 melograno
aceto di vino bianco
sale
olio EVO

Tagliate a pezzetti la gallina. In un piccolo recipiente mettete tre cucchiai di aceto con il sale e scaldatelo leggermente (io ho fatto col microonde al minimo, altrimenti a bagnomaria) aggiungete due cucchiai d'olio e shekerate bene. In una ciotola mettete un letto di misticanza, poggiateci sopra la gallina e condite con la vinagrette. Completate con i chicchi di metà melograno ed il succo che ne viene fuori.

12 dicembre 2010

donuts al forno, ma senza buco

Buona domenica a tutti.
Cosa c'è di meglio di un donuts di prima mattina, magari con la glassa al cioccolato sopra...nulla, ovvio.
Però siccome non amo friggere in casa ve li propongo cotti al forno, che vi assicuro non perdono di gusto e golosità e direi che anche così rimangono una bella scarica di calorie...
Però siccome non ho la teglia adatta i miei donuts non hanno il buco, ho provato a farli anche senza formina, creando un cilindretto di carta stagnola per mantenere il buco. Vengono, ma bruttini e poco fotogenici.
Quindi ho fatto delle palline e le ho cotte nella teglia da minimuffin, direi un diametro di 5 cm ognuno. Ne vengono fuori 16 di queste dimensioni o la metà se fate la forma a ciambella. Quello che conta è il gusto (ottimo) e la consistenza che appunto è quella del donuts altrimenti avrei detto che erano bomboloni, o no?

per 16-8 donuts
15 gr lievito di birra fresco
170 ml latte tiepido
40 gr burro + 1 noce
1 uovo
1 cucchiaino sale
45 gr zucchero
300 gr circa farina OO

Sciogliere il lievito in poca acqua tiepida. Aggiungerci il latte tiepido, il burro fuso, l'uovo, lo zucchero e infine il cucchiaino di sale. Mescolare bene in modo che siano tutti amalgamati e iniziare ad aggiungere piano piano la farina in modo da non formare grumi. Una volta aggiunta tutta avremo un impasto maneggiabile ma morbido. Coprire e lasciar lievitare almeno un'ora in un luogo asciutto e non freddo.
Passata l'ora rovesciare l'impasto sulla spianatoia infarinata e dividere in parti uguali (16 se fate i bocconcini, o 8 se volete la classica ciambella). Cercate di impastare poco e di dare la forma desiderata. Lasciar riposare altri 45 minuti tenendoli coperti.
Lievitati negli stampi cuocerli per 15 minuti a 180°, o fino a doratura, controllateli nel forno.
Appena sfornati fate fondere una noce di burro e spennellate la superficie superiore dei donuts. Ora potete guarnirli come preferite, io adoro zucchero e cannella mescolati assieme, ma anche cioccolato fuso e zuccherini non è male.

8 dicembre 2010

bisque di gamberoni con code al curry


Io son sempre stata una schizzinosa. L'unica cosa che ho sempre mangiato con gusto tra le varie frattaglie era il fegato, sfortunatamente a mia madre non piaceva e ora mica mi fido di quello del super...
Tutto il resto mai toccato, ho la puzzetta sotto il naso, a livelli tali che se mangio un vongola e penso che ne sto mangiato pure gli organi, devo smettere perchè mi vien da rimettere (che finess). Però davvero, la mia mente è molto suscettibile in proposito. Così quando leggerete la ricetta della bisque che segue arricciate magari il naso, ma io l'ho fatta a modo mio, cioè senza tritare le teste. Le ho ben schiacciate e già li ero molto turbata, ma di frullarle non c'era verso, la mia mano le ha gentilmente gettate in pattumiera senza che potessi fermarla. Quindi quello che è venuto fuori è una bisque a modo mio alleggerita, anche dalla presenza di yogurt.

Però la cosa bella è che l'ho fatto per la prima volta per il contest di Lucia, conosciuta da GialloZafferano. Il contest che sta per scadere è appunto su Minestre e zuppe

per due:
400 gr gamberoni
2 cipollotti
100 ml vino bianco
1 noce burro
170 gr yogurt greco magro
curry


In una pentola con il fondo spesso e un pò alta mettere la noce di burro con i cipollotti ad appassire. Quando sono morbidi, ma non coloriti, buttarci dentro i gamberi interi e far tostare. Bagnare col vino e altrettanta acqua. Far bollire un minuto e levare dal fuoco.
Tirare fuori i gamberi e farli raffreddare in una ciotola in modo da poter poi recuperare il liquido. Quando saranno maneggiabili pulirli rigettando testa e carapace (?) nel liquido rimasto in pentola. Tutto ciò che fuoriesce dai gamberi deve finire in pentola!
Aggiungere altri 200 ml d'acqua e riportare a bollore leggere, cuocere cinque minuti schiacciando bene le teste in modo da far fuoriuscire tutti i liquidi.
Filtrare il tutto e buttare via gli scarti.
Aggiungere una decina di code di gamberi e un cucchiaino di maizena, frullare il tutto e rimettere sul fuoco e far addensare. Infine aggiungere lo yogurt a fuoco spento ed amalgamare bene, assaggiare e aggiustare di gusto (sale, pepe o zucchero se lo yogurt è troppo acido).
In una padellina scaldare le code di gambero avanzate con un cucchiaio d'olio e un cucchiaino di curry e spadellarle finchè son croccanti.

3 dicembre 2010

filetto di maiale alle clementine con cipolline borettane

Ho comprato un sacco di clementine e si stanno dimostrando un ottimo cibo antistress, cioè mi autoconvinco che combattere la fame nervosa con una clementina è meglio di mezza tavoletta di cioccolato...sarà...

Però almeno si sono dimostrate assai utili per un contest i cui premi son troppo belli per non partecipare ma che mi ha messo in seria difficoltà. Si tratta del Contest Lagostina organizzato da Elga di Semi di papavero

La richiesta era chiara: cucinare qualcosa senza grassi in cottura, in pratica far finta che una pentola come quelle messe in palio la si ha già e la si possa usare...ahahahah
Potevo mica farmi scoraggiare dal fatto che le mie padelle sono eredità scrostate e mi si appiccica sempre tutto anche se ci metto l'olio? No, ovviamente!
Così ho trovato la pentola adatta a me: la ciotola della ricecooker. Oltre a essere l'unico elemento il cui rivestimento antiaderente non è sparito, è pure comoda, coi bordi altini...e quindi ecco la mia ricetta zero grassi, tanto gusto, ma per davvero.

per 2 persone
400 gr filetto di suino
150 gr cipolline borettane
4 clementine
1 cucchiaio sake (o altro alcolico)
1/2 bicchiere acqua
rametto mirto

Prendere il filetto di maiale e togliere il grasso più che si può. Spremere 3 clementine, aggiungerci il sake, il mirto e farci marinare il filetto almeno un'ora.
Pulire le cipolline dalla buccia.
Poi mettere sul fuoco una padella antiaderente (o il recipiente della ricecooker=) e farlo scaldare bene, quando è ben caldo metterci dentro il filetto e farlo rosolare su tutti i lati. Aggiungere le cipolline e la marinatura, far insaporire un minuto e aggiungere mezzo bicchiere d'acqua. Coprire col coperchio e far cuocere circa 6 minuti. Tirar fuori il filetto, controllare la cottura, il centro dev'essere leggermente rosato e tenere in caldo. Far ridurre il liquido a fiamma alta finchè le cipolline saranno cotto e aggiungere all'ultimo la clementina avanzata a spicchi.
Impiattare versando il fondo di cottura sulla carne e sul contorno.

1 dicembre 2010

soba con bok choy e bacon

In questi giorni sono un pò sfuggente...ho tante idee per la testa, un pò di confusione, un pò di bacilli in corpo che mi sfiancano e un umore altalenante difficile da gestire...

Questo weekend sono andata a Trento dalla mia famiglia e ho mangiato come una mucca al pascolo (per restare in tema trentino) quindi dovrei cercare di rientrare nei ranghi in questi giorni. Lì tra l'altro nevicava, ma per davvero...sono un pò stufa, vi dirò, di sentire questi gridi allarmati "A Milano nevica!"
A Milano non sta nevicando, in città almeno. Ci sono momenti in cui le goccie di pioggia sono un pò ghiacciate? Sì, ma non è neve!

Così, dovevo sfogarmi =)

Ora passiamo alla ricetta, una cosa leggera e veloce appunto, con un gusto un pò orientale, ma non troppo.

per uno:
6 bok choy
2 cipollotti
sale
50 gr bacon
1 peperoncino
salsa di soia dolce
70 gr soba

Metter su l'acqua per la pasta a bollire. Intante tagliare i torsoli dei bok choy e lavare le foglie una ad una. Tagliarli a pezzi non troppo piccoli. Taglaire sottilmente i cipollotti. Nel wok mettere il cipollotto con il bacon tagliato a quadratini e lasciare che rilasci il grasso, aggiungerci i bok choy (sia foglie verdi che coste così rimarrà una parte croccantina). Salare poco e mettere il coperchio lasciando cuocere pochi minuti, giusto il tempo di cottura dei soba. Appena scolati passare i soba sotto abbondante acqua fredda affinchè non diventino un blocco unico colloso. Una volta sciacquati buttarli in padella col condimento e una spruzzata di salsa di soia. Terminare il piatto con la parte centrale del peperoncino (meno forte) privata dei semi.

25 novembre 2010

brownie cupcakes di Martha Steward

Dopo la bella serata da GialloZafferano Gaia mi aveva invitata a partecipare al contest organizzato assieme ad Alice...potevo dir loro di no?
NO
E quindi ecco i miei primi cupcakes!
Per l'occasione mi sono voluta affidare a Martha per andare sul sicuro, almeno per le tortine. La crema sopra invece è cosa mia, solo che ho scoperto troppo tardi di non avere un bocchettino adatto per la sac a pochè e quindi niente ricciolino sopra al tortino...sigh

per 10 cupcakes
1 tazza farina OO
1 cucchiaino lievito chimico
pizzico di sale
140 gr burro
100 gr cioccolato fondente
1 tazza zucchero
2 uova

per la copertura
200 gr formaggio spalmabile (tipo philadelphia)
90 gr zucchero a velo
20 gr cacao amaro in polvere
1 bustina vanillina
pizzico di sale

Per i tortini. Sciogliere il burro col cioccolato fondente e lasciar intiepidire. Poi aggiungerci lo zucchero e iniziare a montare con lo sbattitore elettrico. Una volta che lo zucchero è ben sciolto aggiungere un uovo alla volta, facendolo ben amalgamare. Infine aggiungere la farina con il lievito e per ultimo il sale.
Mescolare bene, il composto deve essere liscio.
Infornare a 170° per 20 minuti circa.

Intanto sbattete con lo sbattitore elettrico (massì oggi si fa poca fatica) il formaggio con lo zucchero a velo, il cacao, la vanillina e un pizzichino di sale. Montate bene e rimettete in frigo.

Una volta pronti i tortini decorarli col frosting bello freddo a seconda delle proprie capacità (le mie scarsine...)

21 novembre 2010

involtini croccanti di robiola e porro


Uno sfizio davvero semplice da fare. In realtà avrei voluto fare una forma diversa dal solito, ma l'involtino mi viene bene e vi sfido a dargli una forma a triangolino (come me li ero visualizzata) partendo dalla carta di riso tonda...
Io comunque adoro la carta di riso perchè cotta al forno diventa croccante come fosse fritta e a friggerla si ammolla =)

per 12 involtini
100 gr robiola
2 cucchiai panna acida
1 porro
sale - pepe
12 foglio di carta di riso

Tagliare il porro sottilmente e metterlo in una padella con un dito d'acqua e un pizzico di sale facendoli stufare senza bruciarli. Per non bruciarli basta coprirli pochi minuti col coperchio e poi far asciugare l'acqua all'ultimo. Far raffreddare (mi raccomando che se no si scioglie subito il formaggio).
In una ciotola mescolare la robiola, la panna acida e i porri. Aggiustare di sale e pepe.
Ammollare una alla volta le gallette di riso, metterci un cucchiaino di ripieno e chiudere prima i lati e poi arrotolare formando così l'involtino. Mettere gli involtini con la chiusura in basso su una teglia coperta con carta da forno. Oliare leggermente la superficie degli involtini e cuocere in forno 10 minuti ventilato e altri 10 con grill finchè non sono ben dorati. Girarli a metà cottura.

per la salsa
1 cucchiaio di ketchup
1 cucchiaino miele liquido
1 cucchiaino aceto di vino bianco

Mescolare gli ingredienti finchè il miele è ben sciolto, la salsina è agrodolce, quindi accompagnate gli involtini solo se siete amanti dei contrasti di sapore. Altrimenti assicuro che staranno benissimo da soli.

19 novembre 2010

cake di zucca con noci del Cavoletto


Non c'è nulla di meglio per risolvere giornate uggiose (d'umore e di tempo) che rivolgersi a ricette fidate, o blogger fidate nel caso di sua maestà Sigrid.
Così sono partita da qui e...ehm...non confrontate la fotografia, please
Ma fidatevi del gusto =)
Io ho usato noci normali, che son porella e la frutta secca mi mette sempre in crisi per quanto costa e ho diminuto un pò lo zucchero. E poi ho messo tutto in un unico stampo...facciamo che vi riporto la ricetta con le mie modifiche in rosso, dettate dalla dispensa, mica dalla mia bravura.

zucca fresca 400g
farina di 7 cereali 200g (100gr)
farina 00 150g (200 gr)
uova 3 (2 ma erano grandi)
noci pecan 80g (noci normali)
burro 50g
zucchero di canna 40g
sciroppo d’acero 40g (malto)
lievito per dolci non zuccherato 2 cucchiaini abbondanti
sale mezzo cucchiaino
noce moscata una generosa grattugiata

Per la ricetta vi rimando all'originale seguita passo passo perchè oggi ho passato il tempo a scrivere (per altro) e sono piiigra. Quello che posso dire è che tagliata a fette e messa in frigo dentro ad un sacchettino per alimenti ben chiuso ha resistito fino a ieri sera, quando ho riscaldato le ultime due fette al forno facendoci sciogliere sopra dell'asiago...buonisssssime!

PS: Grazie a tutti di cuore per il supporto in questi giorni =)

9 novembre 2010

tortini di zucca e verza con cuore filante e Giallo di sera!


Oggi avrei dovuto esser felice perchè iniziavo una piccola collaborazione, che era comunque qualcosa in questo periodo nero di disoccupazione. Invece sono stata trattata davvero male, le persone a volte sono davvero brutte... e quindi sono ancora qui a cercar lavoro e perdonatemi se sono negativa, ma la situazione è proprio pesante. Quindi meglio pensare alla cucina!
La ricetta di oggi è semplicissima, ma mi piace perche è un modo carino per rendere più appetibili delle semplici verdure e poi è super light.



per 4 tortini:
300 gr zucca
carota-cipolla
1 uovo
2 cucchiai pan grattato
2 cucchiai parmigiano
basilico fresco
5 foglie grandi di verza
coriandolo in grani
50 gr formaggio di latte (tipo asiago)

In una pentola portare a bollore dell'acqua salata con dentro carota e cipolla, alcune foglie di basilico e i grani di coriandolo. In questo brodo fate cuocere la zucca tagliata a tocchetti finchè non sarà morbida, lper capire se è pronta basta bucare la polpa con una forchetta, se non fa resistenza ci siamo.
Nella stessa acqua (economizziamo!) sbollentate pochi secondi le foglie di verza a cui avrete tolto la parte centrale dura. Con le foglie di verza foderate gli stampini monoporzione, non c'è bisogno di oliare o imburrare se usate quelli usa e getta di alluminio.
Intanto schiacciate la polpa di zucca e uniteci l'uovo, il pan grattato e il parmigiano. Regolate di sale e pepe e riempiteci le foglie di verza. Prima di richiudere su se stesse le foglie di verza affondate un pezzetto di formaggio. Infornate per 20-30 minuti a 180°.

E per tirarmi su di morale ripenso a venerdì sera quando ho avuto la fortuna di partecipare alla serata Giallo di sera. Ho cucinato con tanti food blogger ed è stata davvero una bella serata!
Grazie ancora a Giallo Zafferano, Shake&bake e Labna per aver organizzato.


Nella foto Sonia, il boss di GialloZafferano, Manuel di Labna, Alessia di Timo e Maggiorana e Cecilia di Sos torta.
Ma poi c'erano anche: Alice di FoodCouture, Lucia di In vacanza da una vita, Stefania di Dolci ma non troppo, Matteo di Sale e Zucchero, Lucia di Ti cucino così, Elisa di Reveu Gourmet e Elena di Notti creative.

Mi spiace non metter più foto, ma ero intenta a mangiar focaccia e ne ho fatte pochine...ma se correte sui blog degli altri partecipanti c'è chi dilingentemente ha fotografato tutto =)
A presto!

NY cheese cake


La cheese cake è uno dei miei (e soprattutto della dolce metà) dolci preferiti. Perchè fin da piccola son sempre stata una da salato, anche a colazione, sì.
Bisogna dire che forse proprio come l'originale non sarà, visto che ultimamente non trovavo più al super la panna acida, e sogno il giorno in cui davanti a me troverò una sfilza di cream di diverso tipo. Nel frattempo facciamocela andar bene così, anche perchè è semplicissima da fare e con queste proporzioni è venuta di una cremosità assoluta. Infatti ha mantenuto un cuore morbido, ma cotto vi assicuro, che era delizioso.
Io poi sopra ho aggiunto semplice marmellata alle amarene riscaldata, il mio compagno ha preteso il cioccolato fuso, insomma la salsina sopra è a libera scelta.

per una teglia da 22 cm
120 gr biscotti digestive
75 gr burro

800 gr formaggio spalmabile*
125 gr zucchero
2 cucchiai amido di mais
3 uova
250 gr yogurt bianco
1/2 limone(succo)

La base è quella classica, quindi: ridurre in polvere i biscotti, sciogliere il burro, mescolare e comprattare il tutto nella teglia ricorperta di carta da forno. Mettere in frigo finchè il ripieno non è pronto.

* Ora apro un piccola parentesi sul formaggio, di solito si dice che il migliore è il Philadelphia, addirittura ho letto in giro che senza quello non sarà buona la torta... Io, ed è un parere assolutamente personalissimo, uso sempre la marca Exquisa, in particolare il formaggio spalmabile light (che qualche grasso risparmiato è sempre meglio). Mi piace di più come gusto ed è molto più cremoso. Ovviamente sperimentate un pò e troverete anche voi le vostre preferenze.

Detto ciò, in una terrina, amalgamate al formaggio lo zucchero, con le fruste elettriche sarà più comodo e in più diventerà bello spumoso facendo entrare aria nell'impasto. Poi aggiungete le uova una ad una, i due cucchiai di amido e lo yogurt che avrete già mischiato al succo di limone.

Versate la crema ottenuta sulla base e cuocete a 180° per 30-40 minuti. State attenti a non far scurire troppo la superficie.
Va servita dopo che si è raffreddata, meglio ancora dopo una notte in frigo.

5 novembre 2010

ravioloni di zucca

Per me ravioli di zucca vuol dire Natale, perchè sono uno dei piatti che non mancano mai alla cena di famiglia e vengono ovviamente da Mantova. Mi fanno impazzire e forse per questo non avevo mai provato a farli. Mi spiace molto perchè la foto non rende giustizia, se avessi un bel piattone di quelli enormi facevano la loro porca figura i miei fiorelloni... e invece ho solo piattini minuscoli...

Poco importa, anche perchè la ricetta è davvero semplicissima e vale davvero la pena. Poi ovviamente ognuno può dare la forma che preferisce al raviolo, la mia è stata una scelta dettata un pò dall'incapacità e un pò perchè a noi piacciono i ravioli grandi con tanto ripieno =)

per 3 persone
3 uova
300 gr farina

E non devo spiegarvi io come si fa la pasta fresca vero?!

450 gr zucca ( a crudo e con la buccia)
6 amaretti morbidi
60 gr parmigiano
pepe

Tagliare la zucca a spicchi senza togliere la buccia e cuocerla in forno a 180° per una quindicina di minuti avendo cura di avvolgerla sopra e sotto con la carta da forno. In questo modo non si seccherà troppo. Ovviamente controllate coi rebbi della forchetta che la polpa sia morbida, se no cuocetela ancora. Una volta morbida togliete col cucchiaio la polpa dalla buccia e unitela al parmigiano e agli amaretti. Frullate il tutto in modo da avere una crema omogenea e aggiungete una bella macinata di pepe.

A questo punto non vi resta che stendere la pasta molto fine e formare i vostri tortelli, che cuocerete in acqua salata bollente per pochi minuti. Condire con burro e salvia, a meno che, come la sottoscritta, vi dimeticate sempre di comprarla!

24 ottobre 2010

torta di mele rovesciata

A volte ci vuole qualcosa di semplice, io poi sono per le coccole non troppo dolci e una torta del genere è perfetta: sta bene al mattino col caffè, sta bene al pomeriggio col thè, sta bene la sera dopo cena...
Insomma ci siam capiti, un classico, ma non per questo non ne esistono mille versioni. Quella di nonna papera l'ho fatta tanto tempo fa.
Per questa, che non è una vera tarte tatin, ma è comunque all'incontrario (la mia dolce metà si è lamentata molto perchè era storta e non va mica bene =), dicevo, per questa mi sono ispirata al Cavoletto, che è pur sempre una certezza e poi vabbè ci ho messo un poco di gusto mio...

Insomma l'allieva, io, non supera la maestra (giammai) ma la cita volentieri!

per uno stampo da 24 basso
4 mele rosse
3 cucchiai di zucchero di canna
1 cucchiaino di cannella
60 gr burro

250 gr farina
125 gr zucchero
2 uova
200 ml kefir
1/2 bustna lievito vanigliato
50 ml olio
pizzico di sale

Tagliare le mele a fette e cuocerle in una padella in cui avrete fatto sciogliere il burro. Versarci sopra lo zucchero di canna e la cannela, coprire e cuocerle mescolandole poco finchè non si forma una salsina e loro sono morbide.
Intanto sbattete le uova col kefir e l'olio, aggiungete nell'ordine: zucchero, pizzico di sale, altra cannella se vi và e per ultima la farina setacciata col lievito.
Versate le mele col loro liquido sul fondo della tortiera rivestita di carta da forno, sopra versateci l'impasto e cuocete per 45 min a 180°.