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2 settembre 2010

bento da viaggio e qualche anticipazione

Eccomi qui, ritornata all'ovile stanca più di prima e con tanta voglia di riprendere la mia routine culinaria...

Oggi vi mostro il bento che mi ero preparata per il viaggio in treno verso Parigi. Per chi non lo sapesse il bento è la versione giapponese del nostro pranzo al sacco, la schiscetta, come direbbero i milanesi, o il lunch box all'americana. I giapponesi però hanno un rapporto col cibo un pò diverso rispetto a noi e stanno molto attenti ad assumere la giusta quantità di carboidrati-proteine-vitamine in ogni pasto. In ogni bento dunque (in giappone si trovano già pronti anche nei supermercati) sono previsti carboidrati, solitamente riso, proteine, carne, pesce o tofu, e verdura e frutta in un rapporto 4:2:1.

Nel mio caso ho abbondato probabilmente un pò con le proteine, ma dovevo finire gli ultimi rimasugli rimasti in frigo prima di partire.
Il bento è il primo che comprai su e-bay, me ne ero innamorata subito: un mega hamburgher con stitch sul lato e borsina coordinata. Ha tre piani, di cui uno davvero piccolo in cui di solito metto le posate e al massimo dei cracker o simili, ma comunque resta molto spazioso rispetto i bento tradizionali.

Come vi dicevo avevo preparato questo bento da mangiare sul treno per Parigi, dovevamo partire alle 6.40 e arrivare alle 14 a Gare de Lyon. Una volta arrivati in stazione abbiamo scoperto che il treno era cancellato, ci hanno caricati su un pulman del 15-18, scomodo come pochi, e ci ha scarrozzati per le varie fermate che avrebbe dovuto fare il treno... alla fine all'alba delle 15.30 siamo arrivati a Lione, dove alle 16 abbiamo preso un Tgv per Parigi dove stanchi, arrabbiati e a pezzi e incazzati neri siamo arrivati alle 18 con una bella pioggia ad accoglierci...
Mi fermo qui, anche perchè a parole non si può descrivere il disagio e l'arrabbiatura, e poi il resto ve lo racconterò un altro giorno con recensioni di ristoranti e negozi wow.

Per ora mi limito a dirvi il contenuto del mio bentino:
ripiano superiore
-riso con furikake* al salmone
- pomodorini

*furikake= mix di alghe ed aromi per insaporire il riso, esiste a vari gusti

ripiano inferiore
- trota con salsa da okonomiyaki* e sesamo
- spinacini freschi
- zucchine grigliate
- petto di tacchino ripieno con un uovo (ho messo in un pirottino il petto di tacchino e ci ho rotto dentro un uovo, poi ho cotto in forno =)

*salsa buonissima che metto ovunque, ma non so mica cosa ci sia dentro...eheh

11 agosto 2010

quiche svuotafrigo e arrivederci



FINALMENTE!
Dovrete essere pazienti perchè sono completamente fusa, oggi giorno di valigie e quindi sono pazza e so che qualcosa dimenticherò e quanta roba mi serve e la casa è a posto...manco stessi via mesi interi...ebbene prima un passaggio veloce in liguria e poi Barcelona! Olè!

Quindi oggi ricetta svuotafrigo of course, ma che rimane un grande classico e va sempre bene.

teglia da 22 cm
per la brisè
200 gr farina OO
50 gr burro
50 gr margarina (l'ho detto io che è svuotafrigo, ma ovviamente vanno bene 100 di burro)
sale
acqua qb

In una ciotola mettere farina e un cucchiaino di sale, aggiungere il burro freddo tagliato a dadini e iniziare ad amalgamare con le dita formando delle briciole. Quando è ben mischiato aggiungere poca (POCA) acqua per poter impastare e formare una palla. Mettere in frigo per mezzoretta.

per il ripieno
1 zucchina grande
1 carota grande
100 gr provolone piccante
3 uova
100 ml panna (o latte, o cose così)
pan grattato
sale e pepe

Ho sbattuto in una ciotola le uova con la panna, salato e pepato. Poi ho aggiunto la zucchina, la carota e il formaggio tutti grattuggiati con la grattuggia a denti larghi.

A questo punto ho steso la pasta alta 4-5 millimetri direttamente sulla carta da forno e ho foderato la teglia. Ho punzecchiato con la forchetta tutto il fondo dell'impasto in modo da farlo cuocere bene. Ho spolverizzato la base con poco pan grattato ed ho versato il ripieno.
Cotto in forno per 40 min a 160° circa per cercare di evitare che il forno malefico bruciasse tutto...


Non mi resta che augurarvi BUONE VACANZE a tutti!

11 luglio 2010

Crostata alternativa di pesche e amaretti

Oggi posto una torta per chiedere scusa ad una persona a cui ieri ho dato buca, mi spiace davvero molto, ieri è stata davvero una di quelle giornate in cui, magari anche per cazzate, va tutto diversamente da come programmato. Mi farò perdonare =)

Poi chiedo scusa in generale, la foto è quel che è e sembra una torta carbonizzata...bhè si, s'era scurita un filino di troppo però l'effetto poco invitante è dato dal fatto che i colori della torta non ricordano certo quelli dei fiori. Inoltre vi assicuro, che il mio mangiatore di dolci, a cui piacciono solo 2 tipi di dolci, ha amato molto questa torta. E per fortuna che qui se no continuo a mangiarli tutti io...

La ricetta è un esperimento nato dalla fusione di due torte trovate in rete:
questa e quest'altra

Il risultato è una base di frolla al cacao, con ripieno di crema di pesche e ricoperto da un profumato crumble di amaretti! Una crostata leggera, che si scioglie in bocca.

teglia da 24 cm
per la frolla:
125 gr farina 00
25 gr cacao amaro in polvere
40 gr zucchero
40 gr olio evo
50 gr acqua tiepida
1 cucchiaino lievito

Non sto qui a spiegarvi come fare una frolla, vi dico però che viene davvero leggera e friabile nonostante sia senza uova, insomma un ottimo equilibrio.

per il ripieno:
500 gr pesche noci
100 gr burro
75 gr zucchero
scorza di limone
2 uova
100 gr amaretti duri

Prima di tutto sbucciare e tagliare le pesche, io ho preferito a quadratini, ma volendo potete lasciarle a fettine, in quel caso forse meglio se aggiungete un paio di pesche in più.
Fondete il burro e aggiungeteci lo zucchero, la scorza di limone grattuggiata e le uova; in ultimo le pesche. Versate nello stampo, che nel frattempo avete riempito con la frolla stesa con l'aiuto di due fogli di carta da forno.
Infornate per 20 min a 180, estraete dal forno e ricoprite tutto con gli amaretti sbriciolati grossolanamente, rimettete in forno per almeno altri 20 min. Se si dovesse scurire troppo la superficie coprite con carta d'argento. Fate la prova stecchino, perchè, avendo eliminato la farina dalla ricetta originale, la crema deve cuocere abbastanza per rassodarsi. Servire tiepida, magari con una pallina di gelato alla vaniglia =P

22 maggio 2010

polpette di pesce con salsa fredda di melanzane

Quando ero piccola, ma neanche troppo, la cosa che mi rendeva felice nelle serate in cui i miei mi lasciavano sola a casa era che potevo mangiare davanti alla tv. Ah (sospiro...) queste generazioni cresciute a telefilm americani...

Quello che mi piaceva, oltre al comando sul telecomando, era la questione del vassoio, su cui posizionare tutto con armonia. Un pò come quelli degli aerei, oh si, anche quelli mi piacciono. Anche oggi, se avessi un divano e un salotto, lo farei volentieri.

Tutto ciò per dire: ecco un'altra ricettina per il Contest "Il panino con la coppa"

Questa volta qualcosa di fondamentalmente salutare, ma così sfizioso che non sembrerebbe.

per la salsa:
melanzane
yogurt bianco
aglio

La salsa, forse per via dell'aglio, mi ricordava molto i piatti greci. Fresca e rapida da fare è perfetta per l'estate. Ho tagliato due melanzane lunghe a fettine e cotta in forno con pochissimo olio e pochissimo sale finchè non era morbida. Ho aggiungo uno spicchio d'aglio a pezzetti e olio EVO a freddo e lasciato macerare (io l'ho lasciati una notte in frigo, ma volendo si può anche meno). Aggiungere yogurt bianco in quantità pari a quella delle melanzane e passare al minipimer. Aggiustare di sale e pepe.

per una decina di polpette:
300 gr filetto pesce bianco
1 fetta pancarrè
1/2 bicchiere latte
1 uovo
sale - pepe
pan grattato

Ammollare il pane nel latte. Nel frattempo cuocere il pesce (al vapore, bollito, microonde, basta che sia cotto). Mescolare il pane (strizzatelo del latte in eccesso) con il pesce e l'uovo formando un composto abbastanza compatto. Formare con le mani delle salsicciotte, passarle nel pan grattato e cuocere in forno finchè non saranno d'orate.

Infilzate con stuzzicadenti le polpette così da poterle pucciare nella salsa e mangiarle senza distogliere gli occhi dallo schermo, fate solo attenzione a non sbrodolare sul divano!

19 maggio 2010

sformatini di fiori di zucca con ricotta e pancetta




Alzi la mano chi riesce a resistere a dei fiori di zucca. Io appena vedo un mazzetto DEVO comprarli. Sarà la forma sensuale, il colore brillante, ma sono così belli, no? Annuite che se no mi sento pazza!
Ebbene che farci una volta che sono nel frigo a guardarmi? Non avevo voglia di friggere, cosa che, forse ve ne siete accorti, evito sempre di fare, ma neppure di risottare... insomma c'avevo fame, e quindi poche forze per cucinare =)
Navigando mi sono imbattuta in questi sformatini qui e sono "corsa" a farli. Grazie a Furfecchia di Pan con l'olio.
Vi metto tra parentesi le mie modifiche dovute a quel che ho trovato in frigo;

per 4 stampini singoli:
250 gr di ricotta (io 100 gr di ricotta e 100 di formaggio spalmabile)
8 fiori di zucca grandi
1 zucchina (un paio delle zucchinette attaccate ai fiori)
100 gr di speck a fette sottili (mezza vaschetta di cubetti di pancetta affumicata)
2 cucchiai di parmigiano grattugiato
1 uovo
sale e pepe

Mescolate la ricotta con l'uovo, sale e pepe. Fate rosolare la pancetta in una padellina antiaderente senza olio, giusto perchè diventi un pò croccante e aggiungetela alla ricotta.
Aprite i fiori di zucca e foderateci gli stampini, io ho fatto così: mettevo un quarto di fiore sul fondo, poi un paio di fiori aperti per le pareti tenendo le punte dei petali verso l'alto così da utilizzarle per chiudere. Versare sul fondo le zucchinette tagliate a tondelline sottili e poi riempire con l'impasto di ricotta. Chiudere la formina con i fiori e schiacciare leggermente in modo che il composto sia ben in forma. Infornare a 180° per una ventina di minuti, fate la prova dello stuzzicadenti e fate raffreddare un attimo che scottano!

ps: e danno anche molte soddisfazioni fotografiche =D

17 maggio 2010

insalata fredda di cavolfiore


Un lunedì per sole donne, quella di oggi è una ricetta molto semplice, perfetta per una pausa pranzo veloce. Io che temevo di essere completamente fuori stagione col cavolfiore ho invece scoperto che è anche primaverile, ecco perchè era proprio un bel cavolfiore con le cimette chiuse!
Ho scoperto anche che contiene zolfo e lo rilascia in cottura, per questo impuzzica tutta la casa e per questo anch'io lo mangio poco... ma forse anche perchè, fondamentalmente, non sa di un gran chè... questione di gusti lo so, ma io sono più per le verdure di spessore, tipo i peperoni!

Torniamo a noi, per 1 persona:

1 cup cavolfiore
2 cucchiai yogurt
1 cucchiaino panna acida
1 cucchiaio aceto di vino bianco
pepe
1 uovo
filetti di acciughe
pane
aglio (se si vuole)

Cuocere il cavolfiore, io l'ho bollito al dente con un cucchiaio d'aceto nell'acqua, l'importante è non cuocerlo troppo, deve rimanere croccante. Far rassodare l'uovo, volevo metterlo a fettine a mò di guarnizione, ma (ehm...) si è rotto male e quindi l'ho mischiato con il cavolfiore tagliato a fettine. Nel frattempo mescolare lo yogurt con la panna acida e un paio di filetti di acciuge sminuzzati. Mescolare con il cavolfiore, aggiustare di sale e pepe e accompagnare con una fetta di pane tostata (ovviamente meglio se rustico e fatto in casa...) su cui strofinare l'aglio, ma solo se si ha uno spazzolino a portata di mano!

29 aprile 2010

l'antipasto: involtini croccanti di asparagi e uova


Visto che ieri mi sono dilungata un bel pò, direi di non perdere tanto tempo e raccontarvi la prima portata delle famosa cena. Anche perchè in questo momento sono decisamente turbata dalla spesa, perchè vi assicuro io sono molto brava nel fare tetris e incastrare il cibo per due per una settimana dentro a una cosa che è poco più grande del minibar degli alberghi. Sono brava, non per vantarmi, ma a sto giro la sfida è decisamente difficile e devo riuscirci prima di andare a lavoro.

Un'unica precisazione sulle quantità: la cena dovrebbe essere gourmet, quindi, per essere chic, non si dovrebbero riemire i piatti come se fosse l'ultima cena della propria vita. Ma io conosco il mio pollo e quindi ho fatto quantità che lo soddisfacessero, fotografando poi il mio piatto che era decisamente più gourmand.

per 12 involtini (se vogliamo essere chic dimezziamo le dosi)

12 dischi di carta di riso (quelli per gli involtini primavera, sostituibili con pasta phyllo)
400-500 gr asparagi verdi
2 uova
sale - pepe - olio

Rassodare le uova e bollire al dente gli asparagi con un goccio di succo di limone nell'acqua. Mettere da parte le punte più belle degli asparagi - le useremo per guarnire il piatto -e tagliare alla julienne (ma chi è julienne?) i gambi, le punte scartate e le uova. Mescolare il tutto, regolare di sale e pepe e aggiungere un filo d'olio giusto perchè non sia troppo asciutto il ripieno. Far rinvenire la carta di riso in acqua tiepida (io avevo tenuto da parte quella in cui avevo bollito gli asparagi), basta immergerla pochi secondi altrimenti vi si spappola in mano. Formare gli involtini mettendo il ripieno abbastanza vicino a voi, riepiegano il lato in basso sul ripieno, poi piegare sopra i due lati, in modo che siano chiuse poi le estremità dell'involtino e infine arrotolare tenendo stretto il ripieno. Si, lo so, non ci avete capito nulla...sigh.
Appoggiarli sulla placca ricoperta da carta da forno e schiaffare in forno per una ventina di minuti. A metà cottura, quando sopra saranno già croccanti, girateli.
Impiattateli con le punte degli asparagi fatte rosolare con una nocciolina di burro in padella e una girata di balsamico, che ci sta sempre bene.


19 marzo 2010

contest di pasqua: costine d'agnello e flan di carciofi con profumo di menta


Ho sempre guardato con invidia chi partecipava a veri e propri concorsi culinari, io, diciamolo, non mi sentivo affatto all'altezza... non è che ho cambiato idea, ma è nel mio carattere accettare le sfide e poi se non si tenta di migliorare non si migliora, no?

Così, quando ho trovato questo contest del Cucchiaio d'oro ho detto: perchè no? Mi sono messa alla ricerca di cibi adatti all'occasione, perchè a casa mia non c'è mai stata molta tradizione pasquale, nel giorno di Pasqua si faceva un pranzetto carino, ma nulla più.
Alla fine ho deciso che agnello e carciofi erano la cosa più giusta da fare, ma chi l'aveva mai cucinato l'agnello? Avevo preso il necessario, ma passavano i giorni e non avevo mai una sera tranquilla per cucinare e non so perchè ero convinta che la scadenza fosse il 27... oggi per caso vado a controllare, più che altro per curiosare le ricette altrui e cose scopro?! La scadenza è questa notte!!
E così, con spirito combattivo ho dovuto attaccare la cotenna dell'agnello sperando che venisse bene al primo tentativo.

La ricetta è una sciocchezzuola:
(direi per 4 persone)

800 gr (un paio di costine a testa) di costine
1 cipolla d'orata grande
2 manciate di menta fresca
sale e pepe

per 4 flan:
450 gr cuori di carciofo surgelati
2 uova
100 gr ricotta
1 manciata di menta
olio
sale e pepe
pan grattato per gli stampini

Procediamo con ordine: una volta pulita la carne da cotenna e grasso adagiare le costine su una placca da forno ricoperta con la carta da forno. Tritare la menta con la cipolla finemente, aggiungere sale e pepe e far aderire il composto sul bordo di ogni costina. Oliare leggermente la carne e cuocerla al forno a 180°. La tempistica dipende soprattutto da come preferite la carne, dieci minuti bastano per averla un pò al sangue, io l'ho cotta 15 minuti ed è venuta morbida e cotta bene.

Per il flan far scongelare i carciofi...lo so, è una vergogna usarli congelati, ma si risparmia tempo e denaro, ahimè
Rosolare i carciofi con un filo d'olio, la menta, sale e pepe per pochi minuti in modo che si insaporiscano. Passarli al minipimer, aggiungere la ricotta e le uova e versare il composto negli stampini unti e passati col pan grattato. Infornare a 180° per 20 minuti, finchè sarà ben sodo il tutto. Attendere che si raffreddi per sfornare.

Et voilà, anche questa è fatta!

muffin al caffè americano


Che brutto momento ho passato, mi si è sputtanata tutta la grafica del blog perchè uno script era impazzito e cercando di rimediare ho copiato male il codice e ho perso tutto... è stato bruttissssimo! Che tristezza! Ha me piaceva tanto la vecchia grafica, solo che alla fine dovevo scegliere se rimettermi a modificare il codice fino a farlo tornare come prima (un lavoraccio) oppure cambiare tutto evitando così di avere di nuovo problemi con quello script, e così ho fatto. Forse si è capito che a me piacciono le grafiche pulite pulite ed ecco quella nuova con un sacco di bianco di troppo, cercherò di migliorarla con calma e magari cambiare l'header.
Insomma dopo questo trauma avevo bisogno di riappropiarmi del mio bloggettino postando qualcosa così ne approfitto per partecipare ad una nuova raccolta =)
Questa volta è di Anice&Cannella e si tratta di ricette americane.

Questa ricettina è nata abbastanza per caso una mattina che pur avendo poco tempo avevo voglia di dolce e quindi ho deciso che era cosa buona e giusta buttare del caffè dei muffin. Io beve solo caffè americano ed ecco qui il risultato:

50 gr zucchero di canna
100 gr farina 00
30 gr olio (meglio se di semi)
1 uovo
1 dl caffè americano
1 cucchiaino di caffè in polvere
2 cucchiaini di lievito
sale

Semplice semplice: mescolare l'uovo con lo zucchero e l'olio e aggiungere man mano la farina setacciata con il lievito e un pizzico di sale. Infine versare il caffè raffreddato e quello in polvere che si sentirà poco, ma darà un pò di croccantino al tutto. Infornare e voilà... come sempre rinuncio a dire le tempistiche, tra l'altro ho capito (finalmente) perchè non mi lievitano le cose come vorrei: il fornetto elettrico, riscaldando solo dall'alto, mi frega la lievitazione. Sigh.

13 marzo 2010

tortino di verze

Ecco il classico piatto per sole donne, io almeno non ci provo nemmeno ad affrirlo agli eterni bambini (loro, gli uomini...), ma non è mai detta l'ultima parola.
Ebbene, avevo mezza verza da far fuori che chiedeva pietà in frigo e così è nato questo tortino dal gusto dolciastro e vagamente orientale. Io me lo sono spazzolato via tutto =) ma se usato come contorno va bene per 3 persone. Ricordandomi appunto l'oriente l'ho anche inondato di salsa di soia, ma d'altronde la metterei ovunque!

1/2 verza (non tanto grande)
1 cipolla bionda
1 bicchiere di brodo
1 cm di zenzero fresco
1 manciata di uvetta
2 uova
aromi
pan grattato e burro per la teglia

Il tutto è semplice. In un wok far rosolare la cipolla con un pò d'olio, quando è d'orata aggiungere la verza tagliata a pezzetti, lo zenzero tritato e il brodo. Far cuocere finchè la verza non diventa morbida. Mettere da parte a raffreddare. Sbattere due uova, aggiungere sale, pepe e noce moscata ed infine la versa e l'uvetta rinvenuta. Imburrare una pirofila e spargere bene il pan grattato, versare l'impasto e spolverare col il pan grattato e fiocchetti di burro. Infornare e cuocere finchè inserendo uno stuzzicadenti non ne uscirà asciutto.

18 febbraio 2010

comfort food: l'uovopanino

Un'idea che ho trovato girovagando in rete su qualche sito americano, ovviamente ho scordato di salvarmi il link. Il concetto però mi è piaciuto subito e l'effetto è assicurato. Certo non lo servirei in tavola ad una cena di gala, perchè non si può mangiare con coltello e forchette, bisogna mordicchiarlo tutto...ci ho provato, ma alla fine si morde.

1 panino
1 uovo

Il procedimento è semplicissimo: prendere un panino piccolo, ma non troppo e con una bella crosta, svuotarlo creando una ciotolina di pane, versarci dentro l'uovo crudo. Salare e pepare e sbattere in forno. Io l'ho coperto per non far bruciare i bordini. Quando il bianco diventa bianco è pronto, per renderlo più chic ho aggiunto erba cipollina e olio al tartufo, ma si potrebbe accompagnare anche con salumi o formaggi...

1 gennaio 2010

comfort food: mini pancake salati e caprino



Un'idea velocissima e versatile, va bene per un brunch originale, per un pranzo veloce, oppure può essere utilizzato come antipasto per una cena informale tra amici.

Io ho tenuto i diversi componenti divisi e mi sono divertita a comporre delle mini tartine direttamente nel piatto man mano che li mangiavo.

Per i pancake semplificati

1 uovo
1 cucchiaio raso di farina
1 pizzico di lievito istantaneo
1 pizzico di sale
erba cipollina qb

Mescolare in una ciotola tutti gli ingredienti, deve uscirne una pastella abbastanza liquida. Scaldare in una padella un goccio d'olio e cuocere i pancake, con un uovo a me sono venuti 4 piccoli dischetti dal diametro di 4-5 cm l'uno. Il lievito li renderà soffici e cuocendo si gonfieranno leggermente, bisogna girarli quando si vedono delle bollicine affiorare sulla superficie.

Per la crema di caprino

1 formaggio caprino morbido
paprika

Mescolare il caprino con una quantità a piacere di paprika, ne risulterà una crema morbida.

A questo punto basterà tostare del pan carrè, magari tagliato a dischetti (io ho usato un bicchiere come stampino) ed impiattare il tutto.